Alpha Industries: La Storia
February 11, 2011 by fedescata
Storia
Torna al 1959, a Knoxville, Tennessee. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti recluta Alpha Industries per rinnovare la linea dei giubbotti di volo militari. Con l’avvento dell’era dei Jet che volano ad una altezza molto maggiore, e le truppe di terra che si trovano in terreni sempre più complicati e pericolosi, i bisogni tecnologici e le esigenze reali dei soldati americani cambiano. In poche parole Alpha ha riprogettato i vecchi disegni diventati ormai obsoleti dei giubbotti di volo e delle giacche militari degli Stati Uniti. I nuovi tessuti sviluppati vengono testati e migliorati, progettando e realizzando un prodotto migliore e più affidabile. I giubbotti Alpha sono stati classificati come più caldi, più confortevoli, più durevoli e progettati per soddisfare qualsiasi sfida climatica.
Così, per molti decenni Alpha si è aggiudicata i contratti Governativi per la produzione dell’abbigliamento esterno per proteggere Aeronautica, Esercito, Marina e Marines appartenenti al Corpo. Fin dalla metà del 1960, Alpha ha continuamente prodotto l’M-65 Field Jacket per l’esercito e per i marines, l’MA-1 Jacket, giubbotto di volo utilizzato dalla US Air Force, dai piloti dell’Esercito e della Marina. Tutto sommato, Alpha Industries ha prodotto oltre 40 milioni di capi di abbigliamento militare per le forze armate degli Stati Uniti, ed hanno potuto affrontare le circostanze più gravi che si possa immaginare.
Le 3-Barre hanno fatto la differenza
Quando Alpha Industries ha ricevuto il contratto militare, il contratto è stato rispettato. Alcuni materiali, usati per la produzione per le forze armate, sono rimasti in eccesso. Per poter utilizzare questi materiali e mantenere le fabbriche operative, Alpha ha continuato a produrre le giacche ed i giubbotti seguendo le rigorose specifiche militari. Queste giacche in eccedenza sono state vendute nei negozi. Ma Alpha aveva bisogno di separare questi giubbotti da quegli che in realtà erano destinati ai militari.
Sulle giacche destinate ai militari l’etichetta conteneva una singola barra nera che separa l’identificazione del tipo di giubbotto e le sue specifiche. Alpha allora ha sviluppato un marchio alternativo da utilizzare per le giacche in eccedenza destinate al mercato civile. L’unica differenza fra i giubbotti e giacche destinate ai militari e quelle destinate al mercato civile era che su quest’ultime hanno messo tre barre invece di una sola. Altre aziende, produttori per le forze armate degli Stati Uniti, invece hanno cambiato i materiali, utilizzando per il mercato civile, dei materiali più scadenti, più leggeri e sottili, con cerniere e chiusure meno durevoli. Nel corso del tempo, i clienti presso i negozi hanno iniziato a notare che le giacche con le tre barre erano molto migliori. E non c’è da stupirsi, dopo tutto, questi erano esattamente gli stessi giubbotti che venivano utilizzati dai piloti americani e dal personale di terra e che portavano presso le basi di tutto il mondo. E le tre barre hanno finito per simboleggiare la Alpha Industries ed i suoi prodotti.
Diventando Moda
Anni di produzione per i militari e la vendita sul mercato civile hanno spianato la strada per una transizione senza scosse verso il mercato della moda commerciale. Alpha era conosciuta come il produttore di giacche militari indossate dai soldati che hanno affrontato estremi pericoli e condizioni difficili. Questi prodotti sono emersi nella cultura popolare e nel mondo della moda, perché Alpha, forte di qualità e di esperienza doveva essere superiore. E ben presto è diventato un distinto marchio di moda in tutto il mondo, con il riconoscimento in America e nei principali mercati internazionali, in Europa e in Asia come leader nel settore dell’abbigliamento di design all’avanguardia. Dai ponti di volo ai marciapiedi civili, Alpha si trova in prima linea di qualità e di moda. Alpha è provato e testato e resterà parte della cultura americana.
Il cambio
Ma oggi purtroppo le cose sono cambiate. Il mondo della moda è cambiato, e l’economia di tutti i paesi, americani, europei ed asiatici è cambiata. Alpha, come tutte le aziende che producevano per le forze armate non hanno più i contratti per produrre l’abbigliamento per i militari. Il governo americano ha deciso che i giubbotti, le giacche e l’abbigliamento militare, con specifiche tecniche militari, non può più essere venduto sul mercato civile.
Da qui, poco a poco, Alpha Industries è diventata una azienda completamente di moda, e come ogni azienda di moda, per poter far fronte alle esigenze economiche del mercato ed alla concorrenza, ha iniziato a produrre tutti i propri capi di abbigliamento di moda in Cina, Vietnam ed altri Paesi asiatici e medio-orientali.
Anche i modelli sono cambiati, oggi Alpha produce solo alcuni dei modelli che produceva per i militari, l’MA-1, il CWU45, L’N-3B, ed alcuni dei modelli in pelle. Il resto dei modelli in nylon ed in MPTex che produceva per le forze armate USA, oggi non vengono più prodotti.
Esiste oggi solo un grande magazzino in Europa che ha un vasto assortimento dei vecchi giubbotti militari Alpha Industries Made in USA, che puoi vedere qui www.outlet-firenze.it e qui www.modamilitare.com
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July 11, 2010 by fedescata
di Giulio Stiranti
Vice Direttore Regionale di Confesercenti
tratto dal mensile Come di Confesercenti di Prato
Nel nostro Paese, sembra sempre più affermarsi una sorta di linea di pensiero secondo la quale le regole sono solo ostacoli alla libera espressione degli uomini. Non abbiamo certo intenzione di avventurarci in dissertazioni filosofiche sulla natura umana e sull’organizzazione della civile convivenza, anche se recenti stimoli apparsi sulla stampa riguardanti alcune regioni del nord ripropongono questo tema.
Fortunatamente in Toscana, anche grazie alla pressione costante delle associazioni di categoria, ed alla programmazione regionale, il fenomeno degli Outlet è stato ed è più contenuto. Ma non possiamo non registrare come, prevalentemente a livello locale, spesso chi ci governa sia quantomeno strabico nel proprio agire e le “regole” sono si piegano alle diverse convenienze. Basta vedere la polemica sulle aperture del Primo Maggio quando, da che mondo è mondo, limitatamente alle aree o zone turistiche della Toscana (centri storici delle città d’arte, litorale ecc.) tutti i servizi pubblici e tra questi anche il commercio restano aperti, per non parlare degli Outlet o dell’Ikea veri scandali.
Non osservano alcuna regola stando aperti tutto l’anno, peraltro, senza nessuna lamentala da parte delle organizzazioni sindacali dei lavoratori Come è noto, queste strutture, nate come spacci aziendali peralienare capi difettati o prodotti ormai ampiamente fuori moda, sono diventati uno dei canali di punta per la commercializzazione di alcune grandi marche. Per queste attività che in taluni casi si palesano con grandi colate di cemento nelle nostre campagne o colline, purché vicine a qualche svincolo o direttrice di traffico importante (è il caso di Barberino di Mugello o di Foiano della Chiana) non valgono le norme che solitamente i nostri negozi devono osservare in merito a orari d’apertura e chiusura, festività laiche o religiose, pubblicità e trasparenza dei prezzi ecc.
Siamo pertanto così curiosi di sapere, ad esempio, se i Comuni con i loro Vigili annonari verificano puntualmente l’osservanza della normativa vigente in materia di commercio e nello specifico quella relative ai saldi o alle vendite straordinarie. Sul rispetto delle regole, andremo avanti, anche perché Confesercenti è per la libera concorrenza e non per il “fai da te”dove i diritti e i doveri di chi lavora, siano essi lavoratori dipendenti o lavoratori autonomi, vengono dimenticati.
Chiameremo tutti i soggetti interessati ai diversi livelli al confronto ed alla verifica, convinti che un mercato è davvero libero se ci sono regole chiare e che tutti siano chiamati a rispettarle. Anche per questi motivi, ci rivolgiamo al Presidente della Regione Enrico Rossi, che durante la campagna elettorale su tali temi è stato molto netto e di ciò le siamo grati. Ci chiediamo se assieme alle altre Associazioni di Categoria non sia il caso di fare, con la nuova giunta, il punto con l’obiettivo di salvaguardare il tessuto economico, produttivo e sociale dell’attuale rete distributiva.
L’obiettivo che vogliamo raggiungere è fare chiarezza sulla natura giuridica di queste strutture, ed esaminare se non sia il caso di realizzare una “legge regionale” che ripristini la certezza del diritto affinché si eviti una pratica abbastanza in voga in Italia (forti polemiche come quelle di questi giorni e poi calma piatta!) e quella che vede l’amministrazione pubblica forte con i deboli e debole con i forti.
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