Outlet, orari, regole e caos normativo
July 11, 2010 by fedescata
di Giulio Stiranti
Vice Direttore Regionale di Confesercenti
tratto dal mensile Come di Confesercenti di Prato
Nel nostro Paese, sembra sempre più affermarsi una sorta di linea di pensiero secondo la quale le regole sono solo ostacoli alla libera espressione degli uomini. Non abbiamo certo intenzione di avventurarci in dissertazioni filosofiche sulla natura umana e sull’organizzazione della civile convivenza, anche se recenti stimoli apparsi sulla stampa riguardanti alcune regioni del nord ripropongono questo tema.
Fortunatamente in Toscana, anche grazie alla pressione costante delle associazioni di categoria, ed alla programmazione regionale, il fenomeno degli Outlet è stato ed è più contenuto. Ma non possiamo non registrare come, prevalentemente a livello locale, spesso chi ci governa sia quantomeno strabico nel proprio agire e le “regole” sono si piegano alle diverse convenienze. Basta vedere la polemica sulle aperture del Primo Maggio quando, da che mondo è mondo, limitatamente alle aree o zone turistiche della Toscana (centri storici delle città d’arte, litorale ecc.) tutti i servizi pubblici e tra questi anche il commercio restano aperti, per non parlare degli Outlet o dell’Ikea veri scandali.
Non osservano alcuna regola stando aperti tutto l’anno, peraltro, senza nessuna lamentala da parte delle organizzazioni sindacali dei lavoratori Come è noto, queste strutture, nate come spacci aziendali peralienare capi difettati o prodotti ormai ampiamente fuori moda, sono diventati uno dei canali di punta per la commercializzazione di alcune grandi marche. Per queste attività che in taluni casi si palesano con grandi colate di cemento nelle nostre campagne o colline, purché vicine a qualche svincolo o direttrice di traffico importante (è il caso di Barberino di Mugello o di Foiano della Chiana) non valgono le norme che solitamente i nostri negozi devono osservare in merito a orari d’apertura e chiusura, festività laiche o religiose, pubblicità e trasparenza dei prezzi ecc.
Siamo pertanto così curiosi di sapere, ad esempio, se i Comuni con i loro Vigili annonari verificano puntualmente l’osservanza della normativa vigente in materia di commercio e nello specifico quella relative ai saldi o alle vendite straordinarie. Sul rispetto delle regole, andremo avanti, anche perché Confesercenti è per la libera concorrenza e non per il “fai da te”dove i diritti e i doveri di chi lavora, siano essi lavoratori dipendenti o lavoratori autonomi, vengono dimenticati.
Chiameremo tutti i soggetti interessati ai diversi livelli al confronto ed alla verifica, convinti che un mercato è davvero libero se ci sono regole chiare e che tutti siano chiamati a rispettarle. Anche per questi motivi, ci rivolgiamo al Presidente della Regione Enrico Rossi, che durante la campagna elettorale su tali temi è stato molto netto e di ciò le siamo grati. Ci chiediamo se assieme alle altre Associazioni di Categoria non sia il caso di fare, con la nuova giunta, il punto con l’obiettivo di salvaguardare il tessuto economico, produttivo e sociale dell’attuale rete distributiva.
L’obiettivo che vogliamo raggiungere è fare chiarezza sulla natura giuridica di queste strutture, ed esaminare se non sia il caso di realizzare una “legge regionale” che ripristini la certezza del diritto affinché si eviti una pratica abbastanza in voga in Italia (forti polemiche come quelle di questi giorni e poi calma piatta!) e quella che vede l’amministrazione pubblica forte con i deboli e debole con i forti.
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